Era di questo periodo, ed era nove anni fa. Una ricetta, e quante cose ha cambiato nella mia vita! Non e' uno scherzo: senza questa ricetta, io non sarei quello che sono adesso. Riporto quel messaggio nella sua versione integrale, parole non mie che hanno dato origine ad incontri, scoprire tanto di se' e degli altri, con meraviglie sorprendenti e ferite profonde.
_____________________
Era marzo, tornavo a casa col buio, l'una forse, le due. La bestia era dietro ad una curva, grigio argento alla luce della luna. E' corsa a lato della macchina fin quando uno strappo del bosco le ha permesso di tornare al suo mondo parallelo. Cosa fosse l'ho capito solo dopo, solo dopo la meraviglia.
La carne di cinghiale ha bisogno di una marinatura prolungata. La sera prima metto i pezzi di carne insieme a cipolla steccata di chiodi di garofano, mazzetto guarnito, carota, aglio, ginepro, pepe in grani (a voi completare cio' che dimentico...) sedano in una ciotolona, e copro con del vino rosso robusto ... qui mi trovo bene col Chianti, dovrebbe essere lo stesso vino che poi servi in tavola per accompagnare la portata. Il gran giorno sgocciola la carne e se vuoi usarla per il ragu', macinala, fai soffrittino, sfuma di vino, stufa a lungo con pomodoro ristretto tirandolo col brodo. Il sugo deve rimanere abbastanza asciutto e compatto.
Se il tuo generoso amico ti ha donato dello spezzatino, muscolo ecc, perche' invece non provi a farlo in "dolce forte" ? A me piacciono tantissimo le cotture prolungate, sulle 3-4 ore (per non parlare di quelle che ne durano 12, e' vera libidine!), quindi quando lo preparo e' una festa... tutto il pomeriggio per me !!! Sgocciolati i tocchetti di carne dalla marinata, falli rosolare ben benino per una 10 di minuti, aggiungi 3-4 pomodori pelati e un paio di mestoli di marinata, con le verdure tagliate a pezzettini...se avessi anche un paio di fegatini sarebbe perfetto... e un paio di peperoncini.
Stufare, restringere, aggiungere marinata, stufare restringere aggiungere marinata....alla fine delle 3 ore (anche 4, piu' sono meglio e') a fuoco minuscolo togli la carne e tienila in caldo, sul fuoco aggiungi al sugo un pizzicone di farina e 2-3 quadrotti di cioccolato amaro a scaglie e mescola bene. Frulla tutto col mixer, aggiusta sale e pepe, rimettici lo spezzatino e fai insaporire per una decina di minuti. Servi con polenta, patate al forno (gia', ma di che tipo ?) , pure' di verdure o legumi, fagioli borlotti caldi.
Il dolce deve essere dolce e il forte deve essere forte, a mio parere. Arriva prima il sentore del cioccolato, e non fai in tempo a chiederti cosa c'e' di strano in quel che stai mangiando - non di sgradevole, bada - che senti salire il frizzare del peperoncino, seguito dalle sfumature delle altre spezie sul corpo forte e muschioso del cinghiale. Poi tutto si placa, per rinnovarsi al bocconcino seguente. Come un incontro notturno nel bosco.
_____________
Dal silenzio, dallo spazio vuoto domani Elena scongelera' due chili di cinghiale. Sabato pomeriggio saro' da lei, come tante altre volte fino a qualche anno fa, per cucinare insieme. Qualcosa che non so definire, ma che si nasconde dietro le parole ed i riti di una ricetta, richiama, magneticamente riattrae dal silenzio, dagli spazi lontani, persone che hanno camminato divergenti. Sintonizzati, come ad un appuntamento premeditato, tutti si incontreranno di nuovo nel caldo della cucina, in quel suo cuore pulsante, e poi intorno alla tavola. Saremo in venticinque, e avremo vite da raccontare e occhi da riscoprire.
l'ho messo come piatto unico perchè sarebbe un po' secondo e un po' contorno.. Ingredienti per 2 persone:
2 patate di media grandezza
latte
150 gr di fontina
una salsiccia grande, ma volendo si può abbondare
sale, pepe
rosmarino
aceto
Lavate e pelate le patate, tagliatele poi a fettine non troppo sottili (nemmeno troppo grosse se no faticano a cuocere), mettetele in una casseruola e versate il latte fino a coprire le patate. Salate, pepate e cuocetele facendo attenzione che non si spappolino. Spellate la salsiccia e rompetela a pezzi, mettetela in una padella antiaderente e fatela rosolare bagnandola un po' con dell'aceto balsamico. Prendete una pirofilina piccola, imburratela e mettete le fettine di patate a strati alternandole a salsiccia e fontina a cubetti. Se volete insaporite aggiungendo un po' di rosmarino. Infornate a 200 gradi per circa 5 minuti.
Ricetta tratta dal numero di ottobre di Cucina Moderna. Ingredienti per 4 persone:
250 gr di pappardelle
350 gr di zucca già pulita
250 gr di scamorza affumicata
250 gr di besciamella
20 gr di burro
2 scalogni
40 gr di grana
uno spicchio di aglio
un po' di prezzemolo tritato
sale, pepe
Tritate lo scalogno e mettetelo a soffriggere con i 20 gr di burro in una padella antiaderente, aggiungete anche la zucca tagliata a dadini, salate e pepate e fate rosolare per 10 minuti. Lessate le pappardelle in acqua salata, togliendole dal fuoco molto al dente. scolatele e passatele sotto l'acqua fredda per raffreddarle. Mettetele poi in una terrina, aggiungete la zucca con lo scalogno, aggiungete la scamorza affumicata tagliata a dadini e la besciamella e parte del grana. Mescolate bene il tutto in modo che gli ingredienti siano distribuiti uniformemente. Prendete una pirofila, strofinate bene sul fondo lo spicchio di aglio e imburratela, versateci il composto, coprite con il rimanente grana e mettete in forno (già caldo) a 200° per 20 minuti. Spolverate con il prezzemolo tritato fine e servite.
E' un bel po' che non scrivo qua (e infatti ho avuto non pochi problemi a rientrare...), ma da un po' di tempo a questa parte ho una gran voglia di cucinare cose nuove, perciò inauguriamo la stagione degli esperimenti! (e quello che viene fuori di buono lo posto)
questa l'ho trovata sul cavolettodibruxelles.it i biscotti sono delizioni, oltre che enormemente profumati!
Ingredienti:
100 gr di burro 100 gr di zucchero di canna grezzo 30 gr di zucchero semolato 1 cucchiaino di cannella macinata 1 presa di sale 1 cucchiaio di latte 1/2 uovo 200 gr di farina 3 gr di lievito
Far ammorbidire il di burro, unire lo zucchero di canna grezzo e quello zucchero semolato, la cannella, il sale, il latte e l'uovo leggermente sbattuto. Lavorare il tutto con una frusta fino a ottenere un composto spumoso e omogeneo. Incorporare poi la farina e il lievito, facendoli scendere da un setaccio. Trasferire il composto sulla spianatoia e lavorarlo brevemente con le mani. Dividere l'impasto in due parti e formare dei cilindri di 3 cm di diametro, avvolgerli con della pelicola e porli al frigorifero per un'ora. Tagliare infine i cilindri a fette spesse 1 cm, cuocerli su una teglia da forno rivestita con carta da forno, a 185 ° per 10 minuti.
MMMhhh.. si', e' che non mangio piu'. Non e' proprio dieta, e' che il mangiare e' sceso dal podio della mia personale hit-parade. Potete quindi immaginare quanto sia crollato il cucinare. Pero' la signora Contessa mi ha fatto venir fame, percio' sono qui a raccontarvi la storia recentemente avvenuta di un piatto incantato, nato per servire e finito ad esser servito. Sempre colpa delle donne, eh! Si', il caso ha voluto che una domenica avessi a pranzo un'amica, ottima cuoca, oltre alla mia figliola - aspirante cuoca, e forse anche amica, chi lo puo' dire. Al banco del pesce avevo comprato i cosiddetti "ciuffi di calamaro", costavano poco e pensavo di farli saltati in padella. Un paio di zucchine anarchiche hanno inscenato un'insurrezione e la conseguente repressione le ha ridotte a dadini e messe in regime di massima sicurezza nella stessa padella dei ciuffi, insieme agli immancabili aguzzini aglio olio e peperoncino. I ciuffi, che poi sono decongelati, nel marasma della padella hanno cominciato a sudare, a piangere, commuovendo anche le zucchine. Tempo dieci minuti stavano annegando tutti insieme in un sugo invitantissimo ed abbondante, ed io ero li' che discutevo con me stesso se fosse stato meglio investire in azioni-pasta o in obbligazioni-risotto quando arriva la mia ospite. "MMhhh, che bella zuppa!" (Zuppa? Chi, dove?) "Ahhh, noo, e' il sugo!" (Perplessita'. Sguardo vagamente deluso). "Ma non lo potremmo mangiare cosi'?" (Panico. Volevo il risotto!! O, come pena subordinata, spaghetti, conchiglie, fusilli!!!) "Sentiamo Giulia che ne pensa...." Mai fidarsi delle donne, nemmeno dei legami di sangue piu' stretti! Due contro uno, zuppa al centro. Raccomandazione del caso: oltre all'asciugamano, non fatevi mai trovare senza fette di pane raffermo...
Ehi gente... tutti a dieta? Non mangiate più? Niente più esperimenti culinari?
Lo so, lo so... col caldo che arriva chi ha voglia di cucinare? Ma non riuscite nemmeno a far bollire un po' di riso per un'insalata? Se sì, ve ne propongo una insolita, ma fresca e ideale per l'estate. Procuratevi un melone, piccolo e succoso. Privatelo dei semi e tagliate la polpa a pezzettini. Poi prendete un mazzetto di rucola, lavatela, togliete i gambi e rompetela a pezzetti, piccoli come vi piace. Mettete melone e rucola in una zuppiera, poi aggiungete 450gr di riso bollito, scolato, loavato sotto l'acqua fredda e con 1 cucchiaio d'olio per evitare che si incollino i chicchi. Mescolate e servite. Così, semplicemente. O decorando i piatti con foglioline di rucola. L'abbinamento degli ingredienti è sicuramente insolito, ma i miei 6 commensali hanno gradito molto. E anch'io. Veloce, fresca e sana. Anche per chi è a dieta...
ovvero: Tarte des Demoiselles Tatin, le due sorelle, fini pasticcere, che (secondo me perché è tanto veloce da fare) si inventarono 'sta torta alla fine dell'ottocento (très PFDO)
per la pasta: brisée surgelata, che si fa prima, sennò vedetevi la pasta della ricetta della Tatin "veloce"
per il ripieno: 1 kg circa di mele sbucciate e tagliate in quattro pezzi, 125 g di zucchero, 150 g di burro
fondere il burro con lo zucchero nella tortiera, stendere gli spicchi di mela e far appassire su fuoco dolce per 10/15 minuti, poi infornare a 180°c per un quarto d'ora, poi togliere dal forno, appoggiare sulle mele la pasta brisée scongelata (o quella "vera" se avete voglia di farla) e mettere di nuovo in forno per altri 15 minuti circa. Girare la torta prima che il caramello raffreddi ecc.
In effetti 'sta versione fa si che le mele si insaporiscano del caramello naturale che risulta dalla cottura del loro succo con lo zucchero e il burro, ed è certamente più aromatica, anche se vagamente più noiosa per via del doppio giro di forno. Fate voi, io la adoro.
per la pasta: 250 g di farina, 200 g di zucchero, 180 g di burro, 3 tuorli d’uovo
per il ripieno: 8 mele sbucciate e tagliate in spicchi, 150 g di zucchero, 150 g di burro
intanto, per quanto riguarda la pasta, giuro che una bella brisée surgelata va bene uguale ;-)
Fate ammorbidire il burro poi impastate farina, zucchero, tuorli e burro fino a formare un impasto elastico con cui formerete una palla che metterete a riposo nel frigo per una mezz'ora almeno. Nel frattempo fate sciogliere a fuoco vivace lo zucchero e il burro in una tortiera. Mescolate fino a quando il caramello comincerà a colorarsi. Fate intiepidire lontano dal fuoco (non troppo sennò indurisce) e sventagliateci sopra le mele tagliate a spicchi (da 12 a 16 spicchi per mela, a seconda delle dimensioni del frutto, poi va a gusti) sovrapponendole liberamente. Stendete ora la pasta con uno spessore di 4-5 mm e un diametro leggermente superiore a quello della tortiera. Ricoprite le mele con questo disco di pasta, senza premere,e infornate a 180°c. Quando la pasta ha preso un bel colore dorato (insomma donne, prima che si carbonizzi) togliete la tatin dal forno e rigirate subito la torta sul piatto di portata, prima che il caramello si raffreddi.
Servita tiepida è perfetta, un ricciolo di panna montata al suo fianco la rende sublime!
di questo dolce semplicissimo e veloce da fare, ne esistono molte varianti. c'è chi ci mette il miele, chi ci mette i pinoli, chi ci mette l'amaretto e chi il rum. Io vi racconto qui la mia ricetta (l'ho fatto sabato dopo anni che non lo facevo), se volete mettete le vostre varianti nei commenti!
ingredienti per 4/6 persone:
150 gr di biscotti secchi
100 gr di burro
1 uovo intero e 1 tuorlo
100 gr di cacao amaro
150 gr di zucchero
una fialetta di rum
procedimento:
mettete il burro in una terrina e lasciatelo ammorbidire. incorporate l'uovo + il tuorlo e mescolate bene. aggiungete poi lo zucchero e amalgamate il tutto. nel frattempo sbricciolate grossolanamente i biscotti secchi (attenti a non polverizzarli come tendo a fare io ). Aggiungete al composto il cacao, se vi sembra che sia poco morbido aggiungete un goccio di latte. infine mettete la fialetta di rum e i biscotti. Amalgamate tutto in modo che il composto sia uniforme (a me per esempio è venuto un buco dove non c'erano biscotti ). Fatto questo prendete un bel pezzo di carta da forno, sporcatelo di burro, versatevi sopra il composto e modellatelo tandogli la forma di un salame, arrotolate bene con la carta e mettete in frigo per qualche ora.
E' un piatto rapido e silenzioso. Serve un po' d'olio, una cipolla tofu origano sale pepe
Ora, io non sono minimamente esperto di tofu, quindi mi si perdoneranno eventuali eresie. Pulire ed affettare le cipolle tenendo il telefono con la spalla. Mettere la padella sul fornello, aggiungere un fondo d'olio ed accendere il gas con una mano sola. Anche aggiungere la cipolla affettata si puo' fare con una mano sola. Farla imbiondire chiacchierando, ed aggiungere le fette di tofu. Il tofu si deve colorire per bene senza asciugarsi troppo, quindi fatelo stare almeno tre o quattro cazzate, ma molto meno di meta' di un discorso serio prima di girarlo. Con una mano viene difficile, meglio tenere il telefono con la spalla. Girarlo, salarlo, aromatizzarlo con origano e pepe - oppure con le spezie che preferite. Se a cottura ultimata siete ancora intenti in una discussione che vi preme, sappiate che il tofu e' un materiale creato apposta nelle multinazionali giapponesi perche' i pranzi non incidano sul processo produttivo. Nutriente ma praticamente insapore, allo stato naturale il suo gusto non interferisce con alcun processo sensoriale - praticamente come i pasti in pillole dei primi astronauti - mentre la sua masticazione e' assolutamente silenziosa e non richiede di interrompere alcuna conversazione. Non e' il massimo dell'educazione, ma funziona.